In questi anni è stato luogo d’attrazione per turisti provenienti da fuori regione e dal nord Europa. Quest’anno, causa epidemia di coronavirus, il lago Trasimeno potrebbe tornare ad essere meta prediletta dei vacanzieri umbri, molti dei quali non varcheranno i confini regionali. Ci sperano gli operatori turistici della zona, in grande apprensione in vista dell’imminente stagione estiva.
Per questo si sperimentano attività e soluzioni che siano in grado di conciliarsi con le misure di sicurezza adottate in queste settimane. L’ultima ordinanza regionale prevede che si possa effettuare l’attività nautica, la pesca nelle acque interne e l’equitazione, oltre al trekking e alle gite in bici, tutte attività trainanti del turismo al Trasimeno.
Giovanni Fico, presidente del Club Velico del Trasimeno, in un’intervista al Corriere dell’Umbria assicura che il suo circolo non si farà trovare impreparato: “Abbiamo approntato tutte le precauzioni necessarie per poter vivere la struttura: ci siamo dotati di barche singole Laser molto richieste e barche conducibili in due persone per permettere ai soci di uscire al lago in sicurezza”.
Per attrarre turisti dal resto dell’Umbria, i Comuni che si affacciano sul lago hanno deciso di cancellare la tassa di soggiorno. Mossa fondamentale anche per Giacomo Chiodini, presidente dell’Unione dei Comuni e sindaco di Magione: “La primavera sarà un banco di prova importante in vista dell’estate, quando speriamo che il Trasimeno si trasformi nel nostro mare. Molti turisti saranno tentati da un atteggiamento prudente rispetto alle mete classiche, e i luoghi vicini potrebbero essere un riferimento”.