“Efficientamento idraulico dei fossi pubblici ricadenti nei comuni di Piegaro e Panicale”. È quanto chiede la Civica Piegaro guidata dal suo Capogruppo, e vicecommissario Lega Trasimeno, Augusto Peltristo, all’Agenzia Forestale Regionale (Afor). Lo fa inviando una lettera all’agenzia di Via Pietro Tuzi a Perugia e facendo riferimento alla legge regionale, la numero 18 del 23 dicembre 2011, nella sua ultima modifica del 12 gennaio 2019, articolo 67, ‘richiama’ l’Afor ricordando quali sono le sue competenze. La pulizia dei fossi pubblici è un’operazione necessarie, poiché in caso di maltempo, piogge o violenti temporali, potrebbero creare allagamenti alle abitazioni o disagi alle famiglie, persone o collettività.
La Civica Piegaro si è sempre impegnata su questo fronte. Lo ha fatto, interessando Regione, Provincia e Comune, anche con esposti in Procura, per il fosso demaniale Acquaiola o per il Nestore ed altri. Ora lo fa anche con l’Agenzia Forestale Regionale, “perché – dice Peltristo – ogni ente, ufficio o altra istituzione deve sempre svolgere il suo ruolo. La pulizia dei fossi pubblici spetta all’Afor”. Peltristo fa riferimento alla legge regionale e nella lettera ne riporta un tralcio: “Riordino consorzi di bonifica. Le funzioni in materia di bonifica nei territori ove non operano i consorzi di bonifica, individuate all’allegato B, paragrafo IV, alla legge regionale 2 Aprile, numero10 (riordino delle funzioni amministrative regionali, di area vasta, delle forme associative di Comuni e comunali – Conseguenti modificazioni normative) sono assoggettate all’Agenzia forestale regionale”.
Rischio idraulico, o pericolosità idraulica, che è frequente in questi territori si definisce, così come riporta l’enciclopedia online Wikipedia “la probabilità che piogge molto forti o abbondanti, combinandosi con le particolari condizioni che caratterizzano un territorio, possano contribuire a provocare una frana o un’alluvione. Il rischio idraulico corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli idrometrici critici (possibili eventi alluvionali) lungo i corsi d’acqua principali”.