Ultimi due appuntamenti per l’edizione 2021 di “Storie di Storia, l’arte della narrazione”. «Siamo soddisfatti di aver dato continuità all’iniziativa – ha affermato Andrea Sacco, vicesindaco di Castiglione del Lago – con un incoraggiante ritorno al pubblico in presenza dopo un 2020 “a distanza”; è stato ottimo il livello culturale di tutti gli incontri, con proposte interessanti che hanno avuto mediamente un buon riscontro di pubblico e con la serata dedicata al libro di Susanna Petruni che ha riempito la Sala del Teatro. Molto positivo, e da ripetere anche per la sezione letteraria, il coinvolgimento delle scuole per gli eventi della sezione cinematografica che si è svolta alla Casa del Giovane: è raro vedere la sala così affollata in questo periodo».
«Storie di Storia ci ha permesso di riflettere sul presente – ha spiegato Monica Fanicchi di Libri Parlanti, la libreria castiglionese che collabora con il Comune nell’organizzazione dell’evento – uno specchio di ciò che abbiamo vissuto, un ponte per il nostro futuro, di parlare di storie quotidiane, di intrecci che partono nel passato per avere poi risvolti diversi nella nostra epoca. Questo è l’obiettivo raggiunto da questa edizione di Storie di Storia. Tra incontri in presenza e dirette sui canali social abbiamo raggiunto un pubblico vasto, non soltanto locale. Elemento questo che permette di ampliare il raggio d’azione di un’iniziativa arrivata alla sesta edizione».
Sabato 27 novembre alle ore 18 si torna a parlare di libri a Palazzo della Corgna con Marco D’Eramo che presenta il suo “Dominio” (Feltrinelli). La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi. La rivolta dall’alto contro il basso ha investito tutti i terreni: l’economia, il lavoro, la giustizia, l’educazione e ha stravolto l’idea che noi ci facciamo della società, della famiglia e di noi stessi. Dai birrifici del Colorado alle facoltà di Harvard, ai premi Nobel di Stoccolma, Marco d’Eramo con il suo libro ci guida nei luoghi dove una guerra è stata pensata, pianificata, finanziata. Di una vera e propria guerra si è trattato, anche se è stata combattuta senza che noi ce ne accorgessimo. Lo ha riconosciuto uno degli uomini più ricchi del mondo, Warren Buffett: «Certo che c’è guerra di classe, e la mia classe l’ha vinta. L’hanno vinta i ricchi». La vittoria è tale che oggi termini come “capitalisti”, “sfruttamento”, “oppressione” sono diventati parolacce che ci vergogniamo di pronunciare. Oggi “ci è più facile pensare la fine del mondo che la fine del capitalismo”. La rivolta dall’alto contro il basso ha investito tutti i terreni: non solo l’economia, il lavoro, ma la giustizia, l’educazione: ha stravolto l’idea che noi ci facciamo della società, della famiglia, di noi stessi. Ha sfruttato ogni crisi, ogni tsunami, ogni attentato, ogni recessione, ogni pandemia. Ha usato ogni arma, dalla rivoluzione informatica alla tecnologia del debito. Ha cambiato la natura del potere, dalla disciplina al controllo. Ha imparato dalle lotte operaie, ha studiato Gramsci e Lenin. Forse è arrivato il momento di fare lo stesso e di imparare dagli avversari. «Il lavoro da fare – scrive D’Eramo – è immenso, titanico, da mettere spavento. Ma ricordiamoci che nel 1947 i fautori del neoliberismo dovevano quasi riunirsi in clandestinità, sembravano predicare nel deserto, proprio come noi ora».
L’autore ne discuterà con Giustina Orientale Caputo, professoressa di sociologia all’Università Federico II di Napoli.
Ultimo appuntamento per “Storie di Storia 2021” al Temporary Cinema della Casa del Giovane martedì 30 novembre alle 17:30 e alle 21:15 con le proiezioni del film “Quo Vadis Aida?” di Jasmila Zbanic, con Jasna Ðuricic, Izudin Bajrovic, Boris Ler, Dino Bajrovic, Boris Isakovic. (Drammatico, Bosnia-Herzegovina, 2020, durata 103’). La storia si svolge nel luglio del 1995. Aida, bosniaca, insegna inglese e lavora come interprete in una base ONU nei giorni caldi che precedono l’occupazione di Srebrenica da parte dell’esercito serbo. Quando il sistema di protezione all’ONU inizia a deteriorarsi, Aida si trova a dover salvare ancora una volta la propria famiglia. Analisi del film a cura dei critici Giacomo Calzoni e Simone Rossi.
La rassegna è stata organizzata dal Comune di Castiglione del Lago e dalla Biblioteca Comunale, in collaborazione con la libreria “Libriparlanti Books & Coffee”, la cooperativa Lagodarte Impresa Sociale che gestisce il Temporary Cinema della Casa del Giovane e il percorso museale di Palazzo della Corgna e Rocca Medievale, con l’apporto di Trasimeno Community Network.